QUATTRO E PIÙ PASSI A LUCERA, CITTÀ D'ARTE

Cari amici,
che primavera sarebbe senza le Giornate di Primavera FAI - Fondo Ambiente Italiano? È ormai un quarto di secolo che la Fondazione ci accompagna in oltre mille luoghi affidati alla sua tutela. Già dai resoconti di ieri, primo giorno del weekend culturale, pare sia stato ovunque un successone, grazie anche al lavoro coinvolgente degli "apprendisti ciceroni", ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado che raccontano il territorio ai visitatori. Eventi di questo genere, però, fanno molto di più. Succede come quando vai nel tuo negozio preferito per acquistare una cosina semplice e ne esci col carrello straripante. Io, per esempio, avevo in mente l'anfiteatro romano di Lucera (FG) e sono rientrata, come si dice, carica di meraviglie...
Impegni lavorativi mi hanno costretta ad anticipare la visita di un giorno, sebbene mi avrebbe fatto molto piacere la compagnia di una guida. Da Porta Troia, dove sono arrivata in autobus, percorrendo a piedi Corso Manfredi, ho raggiunto con facilità Piazza Duomo. Qui è iniziato il mio personalissimo tour della città, partendo dalla Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e fermandomi a ogni angolo suggestivo. Di cose se ne possono vedere davvero tante a Lucera, alcune piuttosto curiose. Vico Ciacianella, la via più stretta del mondo, era un mito lontano fino a quando non ho provato l'ebbrezza di passare (a stento) nel suo punto più angusto.
Riuscita nell'impresa, mi sono concessa una tranquilla passeggiata tra palazzi antichi, chiese stupende e opere d'arte pregiate. Il santuario di San Francesco Antonio Fasani è stato il luogo della scoperta: una tela raffigurante la deposizione di Cristo dall'iconografia decisamente insolita.
Da qui non potevo non proseguire in direzione castello. Il mio Federico II di Svevia è stato anche a Lucera e la fortezza svevo-angioina svela una storia a parte, quella di una città musulmana, una delle prime in cui si sperimentò la convivenza civile e religiosa tra due culture molto diverse.
E quindi, quasi alla fine di cotanto vagare, eccomi al cospetto dell'anfiteatro di età augustea. Ahimè, però, poiché gli orari sono orari, mi sono ritrovata davanti a un cancello chiuso. Nessun problema. Lo visiterò in un'altra occasione, condividendo con tutti voi impressioni e sensazioni. Un viaggio, del resto, serve anche a darci un motivo per tornare.
Intanto seguitemi in questo itinerario e perdetevi con me nelle bellezze della città dauna dell'arte! 

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