TRATTURI E TRANSUMANZA: UNA CIVILTÀ DA RECUPERARE

Cari amici,
si sta svolgendo in questi giorni, a Foggia, la 68ma Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia, un evento "fieramente" agricolo che abbraccia diversi ambiti del settore primario. Da qualche tempo i riflettori si sono riaccesi sull'antica pratica della transumanza che, specialmente in Puglia, ha costituito una risorsa economica notevole. Insieme ai pastori e alle greggi si muovevano infatti anche idee e opportunità di scambio.
Per comprendere meglio cosa abbiano veramente significato gli spostamenti stagionali degli animali lungo i tratturi che conducevano in Molise e in Abruzzo, ho letto Tratturi e transumanza - Profili fra passato, presente e progettualità future (Wip Edizioni, 2016) del giornalista e scrittore barese Pierluigi De Santis. Il libro offre una panoramica piuttosto insolita del fenomeno, ma a mio avviso interessante per chi volesse progettare un'esperienza di questo tipo. I pastori transumanti sono rimasti in pochi e in genere sono abbastanza disponibili a condividere il loro tragitto con degli ospiti: l'importante è mettersi sulla loro stessa lunghezza d'onda. 
La storia dei tratturi e della transumanza è una storia di civiltà più che di sola economia rurale. Le vie erbose hanno visto nascere fontane, villaggi, chiese e svilupparsi attività artigianali come il tombolo di Isernia, la costruzione delle campane ad Agnone e la produzione dei coltelli a Frosolone. Non mancavano le strutture ricettive che accoglievano uomini e animali e che si identificavano il più delle volte con abbazie e monasteri. Non a caso i sentieri dei transumanti hanno finito per coincidere con quelli dei pellegrini diretti verso la Grotta di San Michele Arcangelo sul Gargano, passando per altri famosi luoghi di culto. Il transito delle greggi era regolato da norme ben precise che riguardavano i percorsi, le soste e i tributi.
Al profilo storico De Santis affianca uno più "romantico" parlandoci delle usanze dei pastori, di curiosità circa il loro stile di vita e soprattutto riportando i testi di canti tradizionali eseguiti con l'accompagnamento della zampogna e della ciaramella. La transumanza assume così la connotazione di un mondo nel quale le ragioni della sopravvivenza ispirano una poesia semplice e pura, espressione di gioie e tristezze, di amori sbocciati in cammino o rimasti a casa ad attendere il ritorno dell'amato. 
Mentre il ricordo ricostruisce il passato, però, è necessario che lo sguardo sia già rivolto avanti, al futuro. Il destino dei tratturi e di chi li percorre è legato alla capacità di trasmettere taluni valori alla società contemporanea, valori come l'accoglienza, la tolleranza, l'aiuto reciproco, la fedeltà alle proprie scelte, il rispetto della natura. Le strategie del turismo possono essere ottime alleate a patto che non tradiscano il "sistema transumanza", cioè un modello di gestione delle risorse a basso impatto ambientale. 
Il volume è corredato di versi e disegni dell'autore.
Pierluigi De Santis, oltre a dedicarsi con passione all'attività di scrittore, collabora con una rivista online che si occupa di ambiente, territorio ed energie rinnovabili.

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