UNA DOMENICA MATTINA DALL'IMPERATORE FEDERICO

Cari amici,
immaginate per un solo istante che qualcuno, un giorno, venga da voi e vi faccia una profezia talmente infausta, ma talmente infausta, da indurvi a passare il resto della vostra vita nel tentativo di impedirne la realizzazione. È esattamente ciò che accadde in gioventù al povero Federico II di Svevia (1194-1250), imperatore del Sacro Romano Impero. Una mattina si presentò da lui Michele Scoto, astrologo, filosofo e matematico di corte, per annunciargli la morte sub flore apud portam ferream, cioè in un luogo dotato di una porta di ferro, il cui nome comprendesse la parola "fiore". A Federico venne subito in mente la città di Firenze, anticamente chiamata Fiorenza. Non ci mise mai piede, ma la sua precauzione fu vana perché il destino aveva preparato per lui tutt'altro posto...
Questo posto si chiama Castel Fiorentino e si trova nell'agro di Torremaggiore, in provincia di Foggia, nella sua adorata Puglia. Fu qui che, ormai rassegnato, lo Stupor Mundi pronunciò le ultime parole famose:‹‹Questo è il luogo della fine che mi è stata predetta. Sia fatta la volontà di Dio››. Noi lo abbiamo visitato domenica scorsa con l'aiuto della nostra bravissima guida Emanuela Di Monte e del professor Giuseppe Sarcinelli, esperto numismatico dell'Università di Lecce. Devo dire che, a dispetto del vento impetuoso, è stata davvero un'esperienza da ripetere.
Fiorentino fu fondata nel 1018 dai catapani bizantini, successivamente appartenne ai Normanni e passò quindi agli Svevi. Sorge su una collinetta di circa 70 metri dalla quale si possono ammirare in lontananza altri illustri manieri, come quello di Lucera e di Dragonara. All'inizio degli scavi si pensò che l'altura fosse artificiale, partendo dalla considerazione che i Normanni, proprio come erano costretti a fare nella loro terra d'origine, avessero avuto bisogno di costruirsi anche qui una collina a scopo difensivo. Da successivi studi però è emersa l'infondatezza di questa teoria, in quanto di colline, da queste parti, ne avevano trovate diverse.
La città si estendeva dalla torre di avvistamento alla domus sollaciorum (dimora di svago), collegate tra loro dalla via principale, la platea magna. All'interno delle mura di cinta, oltre alle case e al forno, vi erano ben dodici chiese, di cui una dedicata a San Nicola di Myra, e la cattedrale consacrata a San Michele Arcangelo. La comunità fiorentinese conobbe il suo massimo splendore fino al 1300, poi, per varie ragioni, iniziò un declino inarrestabile. Le fonti dichiarano Fiorentino "mal abitata" nel 1554 e "disabitata" e "mezza rovinata" solo cinquant'anni dopo. 
Il motivo principale furono i continui saccheggi e il sopraggiungere degli Angioini che spinsero gli abitanti a cercare rifugio nelle zone limitrofe sotto la protezione di qualche potente abbazia. Un gran numero di profughi raggiunse una torre normanna, il vecchio nucleo di Torremaggiore, portando con sé San Nicola e stabilendosi qui definitivamente. La ragione della fuga, tuttavia, fu anche politica: Fiorentino era dopotutto una città federiciana e i suoi abitanti non potevano accettare i nuovi arrivati. A questo proposito è interessante sapere che approfondite ricerche storiche sui cognomi delle famiglie fiorentinesi e torremaggioresi hanno sancito, dopo dodici anni di vicende giudiziarie, la vittoria di Torremaggiore su Lucera che rivendicava i propri diritti sul sito.

La torre aveva originariamente una forma troncopiramidale, simile a quella del castello di Termoli e vi si accedeva dal secondo piano attraverso una scala che veniva abbassata all'occorrenza. I rilievi stratigrafici hanno evidenziato una base normanna, fatta con conci regolari, e una struttura di mattoncini, segno di una ricostruzione seguita a un crollo. Le tombe rinvenute al livello inferiore furono utilizzate come cisterne. 

Sulla platea magna affacciavano le case in pietra e malta, a un solo piano e due locali. La stanza anteriore era riservata alla vita quotidiana, quella posteriore adibita a dormitorio. Il pavimento era in terra battuta. Qui a Fiorentino le abitazioni potevano avere anche un ulteriore spazio dietro al dormitorio per la coltivazione dell'orto. Proseguendo, la grande struttura dell'antico forno ci fa capire quanto prospero fosse questo centro e quanto intensa la sua attività.

Diverse sepolture sono state rinvenute nelle immediate adiacenze della chiesa e soprattutto della cattedrale. Più influente era il defunto, più poteva aspirare ad essere sepolto all'interno della chiesa stessa. La cattedrale, anch'essa ricostruita, disponeva di una camera mortuaria dove, su pali di legno, venivano messi a decantare i corpi. Con la ricostruzione i defunti furono destinati a occupare un altro spazio. In principio scambiata per una chiesa bizantina, era un luogo di culto cattolico a tre navate e cinque campate, con una fossa granaria al centro. All'abbandono della città alcune sue parti furono utilizzate per la realizzazione dell'altare della cattedrale di Lucera.
In fondo, la domus conserva ancora l'ampio ingresso a due battenti e qualcosa delle massicce mura. Qui, al piano superiore completamente crollato, l'Imperatore soggiornava durante i suoi spostamenti o le battute di caccia. Al pian terreno lavorava invece il funzionario amministrativo. Federico II, il "depositore di castelli", era un monarca itinerante che portava con sé funzionari e arredi dato che i castelli erano per la maggior parte spogli.



Alla fine di novembre del 1250 non stava già tanto bene. Si trovava a Foggia ma partì di lì non si sa bene per quale motivo. Colpito da una forte febbre causata dalla dissenteria, venne trasportato d'urgenza in questa dimora dove si ricordò della profezia di Scoto. Fece ispezionare il castello e scoprì che proprio nella parete dove era stato posto il suo letto vi era murata una porta di ferro. Allora indossò la tonaca del terzo ordine cistercense, di cui faceva parte, e chiamò al suo cospetto i funzionari del regno per redigere il testamento.
Una stele, posta proprio al centro del sito, ci ricorda chi fu il compianto Federico: imperatore, re di Sicilia e Gerusalemme, il tutto non per decisione umana ma per grazia esclusiva di Dio nonostante la duplice scomunica da parte della Chiesa. Da ammiratrice dichiarata del "ragazzo del Sud" consiglio a tutti questa tappa. Gli scavi sono ancora in corso e promettono altre stupefacenti scoperte. E, visto il personaggio, allo stupore conviene abituarsi subito. 

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