ROCCHETTA LA POETICA

Cari amici,
c'è chi sogna di viaggiare nel futuro e chi vorrebbe tornare nel passato, ma mentre tutti rimangono parcheggiati nel presente la vostra cara vagabonviaggiatrice va dove il tempo è senza tempo, in luoghi a misura d'uomo e smisurati nell'accoglienza, nella cordialità e nel buon cibo. Siamo ancora a nord della Puglia, sui Monti Dauni, e io e la mia amica Paola abbiamo pensato bene di visitare Rocchetta Sant'Antonio, piccolo borgo al confine con Basilicata e Campania, insignito nel 2012 della bandiera arancione del Touring Club Italiano. Di questo paesino scrisse anche Francesco De Sanctis che nel 1875 lo ribattezzò Rocchetta la Poetica dopo essere stato qui accolto, durante un viaggio elettorale, "a suon di poesia" da una gran folla di contadini.  
Meno di duemila abitanti e nonostante questo due castelli, una chiesa matrice con una preziosa pala del XVI secolo, conventi e cappelle sparsi un po' ovunque e persino un bosco protetto per gli itinerari naturalistici. Ci accompagna una guida d'eccezione: Andrea Gisoldi, amico, giornalista, presidente della locale associazione "LiberaMente", unico sul pianeta ad essersi guadagnato una sospensione per aver nominato il nome del preside invano e aver volato in classe.
Iniziamo dunque il nostro tour proprio dal simbolo del paese, Castello D'Aquino (1507), la caratteristica fortezza in pietra calcarea a metà strada tra un maniero e una nave. Di grande effetto è la famosa torre ogivale, simile a una prua, che grazie a questa particolare forma avrebbe dovuto rimanere illesa dai bombardamenti nemici. L'interno, invece, contiene ingegnosi sistemi di difesa. La costruzione fu iniziata dagli Orsini che commissionarono la torre all'architetto senese Francesco di Giorgio Martini e completata da Ladislao II D'Aquino il quale ampliò l'edificio e non solo fece sparire le tracce del passaggio degli Orsini, prendendosi così tutti i meriti dell'opera, ma sostenne anche di aver portato avanti il progetto a proprie spese. Ai D'Aquino succedettero i Doria (1609-1810) e nel 1849 i Piccolo, tuttora proprietari.
Poco più in là, una torre superstite e alcuni ruderi di una cinta muraria ci ricordano Castel Sant'Antimo (984). Attorno ad esso si sviluppò il feudo di Rocchetta di cui il primo signore fu Roberto Del Torpo che regnò dal 1081 al 1120. Da qui la vista è davvero magnifica: sotto di noi c'è un mare di grano maturo e, in mezzo ad esso, come una strana barchetta, la cappella rurale della Madonna del Pozzo, protettrice del paese e donatrice, secondo una nota leggenda, di un'acqua miracolosa.
Facciamo quindi tappa alla Chiesa Matrice dell'Assunta, progettata da Giovanni Mancarelli di Barletta in stile barocco castigato e consacrata nel 1768. Custodisce una pregevolissima pala raffigurante la Madonna del Cardellino, oltre a bellissimi altari in marmo e sculture lignee di scuola napoletana. Insomma, non proprio la cosuccia rachitica che ci si immaginava e questo perché Rocchetta era sede del Capitolo Ricettizio, un organismo ecclesiale che coordinava la vita religiosa del paese, composto esclusivamente da sacerdoti altolocati e dalle floride finanze e che perciò non temeva neppure Gesù Cristo in persona. Proprio di fronte alla chiesa abbiamo ammirato il Sedile del XVI secolo dove in passato si riunivano le assemblee cittadine.
Le ore sono trascorse leggere e troppo veloci qui a Rocchetta, tra una passeggiata lungo vicoli e viuzze, un ottimo pranzo in piazza preparato per noi da Edy ed Entela del ristorante "Al Castello", un buonissimo gelato artigianale firmato Rosario Leone dell'omonima gelateria e una chiacchierata con lo storico locale Massimiliano Accetturo. Prima di prendere la strada del ritorno, però, non potevamo non fare un salto all'Associazione "LiberaMente" dove siamo state ammesse alla sala di trasmissione della mitica "Redio". Impegno, solidarietà, aggregazione, promozione del territorio, informazione, ma anche amicizia e voglia di stare con il mondo: quante cose può dire una voce al microfono!
Se siete stanchi di vagare per l'universo, se siete alla ricerca di un senso anche se un senso non ce l'ha, se state pianificando una fuga dalla società crudele, se la pace è con voi ma spesso anche no e la vostra tranquillità è partita per una vacanza senza più tornare, venite qui a Rocchetta ché vi regalano pure la casa.
  
E mentre considerate seriamente questa strepitosa offerta vi do qualche punto di riferimento:

www.liberamenteonline.com
www.comune.rocchettasantantonio.fg.it















Commenti